Riflessione sui social network

Puff! Rieccomi qui dopo mesi (eccezion fatta per le varie foto che posto in maniera pseudo-automatica). Questo post è lungo, prendetevi qualcosa da bere mentre lo leggete!In questi giorni stavo facendo una riflessione sui vari social che mi è capitato di usare nel corso degli anni, a partire dal 2007.

Facebook

Ora ha hashtag, stories, stati d’animo, tagga di qua, tagga di là, link, anteprime, riconoscimenti facciali, le pagine, i like, le sponsorizzate, le fake news, le dirette, persone che credevi intelligenti che condividono spazzatura, gente che crede di essere intellettualmente un gradino sopra condividendo un link in cui ci si indigna per qualcosa, il mercatino dell’usato, eccetera eccetera, potrei continuare con altre decine di funzionalità.
Se pensi a come Facebook sia entrato nel costume quotidiano di centinaia di milioni di persone è incredibile eh ma alla fine l’unico motivo che una volta rendeva VERAMENTE fico Faccialibro era questo: potevi conversare con le persone che non eri in grado di vedere o sentire spesso perché erano lontane. Conversazione, persone, punto. Certo, magari tacchinavi anche l’amica della cugina della compagna di università che non conoscevi ma era comunque una sorta di “cerchia allargata” e, comunque, non è questo il punto.
Il punto è che prima si postavano contenuti sui quali si faceva conversazione e si tenevano contatti.
Ora si postano contenuti ai quali le persone reagiscono.
In altre parole?
Prima si faceva dell’interazione disinteressata e genuina.
Ora si cerca un’interazione teleguidata e con uno scopo preciso: per un privato potrebbe essere il narcisismo di avere tanti like, per una pagina professionale è la possibilità di fare immagine e monetizzare.
Non so se è chiara la differenza ma per me è abissale ed è questa la vera deriva della piattaforma.

Instagram

Su questo non mi perdo ad elencare le funzioni. Fichissimo, forse più tranquillo di Facebook perché non ancora coinvolto in vari scandali, molto più visuale e meno focalizzato sui commenti ma dopo un po’ che fai scrolling della timeline in maniera distratta ed alienata, dopo un po’ che posti contenuti e capisci che il 50% dell’interazione coi tuoi post è fatta da bot, non è che ti dia tutta ‘sta soddisfazione. Per non parlare del fatto che per “interazione” si parla di like, raramente di conversazioni di senso compiuto.

Twitter

A me piace un sacco, forse è quello che mi piace di più ma non l’ho mai capito. Sono andato a rivedermi lo storico dei miei post, ho fatto veramente fatica a trovare delle interazioni. Rileggendoli mi sono sentito come uno che parla ad alta voce in un luogo affollato sperando che qualcuno ascolti o reagisca. Ogni tanto trovavo qualcuno che, mosso a compassione, mi dedicava uno sguardo e mi diceva “Sì amico mio, sei grande, hai ragione!”. Sostanzialmente ero e sono ridicolo su Twitter 🙂
Boh, sicuramente colpa mia che non ho capito come si usa.

Prima morale della favola

Sicuramente la consapevolezza che non tutti hanno cose realmente interessanti da raccontare e io, molto probabilmente, rientro in questa categoria. Quindi, di conseguenza, se non hai cose interessanti da dire tanto vale non avere social o startene zitto. Ed è così che molto probabilmente farò, dedicandomi di più d’ora in poi a produrre contenuti di cui so di poter parlare in maniera competente, in altre forme e su altre piattaforme piuttosto che alienarmi scrollando le timeline succhia-tempo che trovo su Facebook, Instagram e Twitter.
Disattiverò i profili? Non lo so, è una cosa che sto considerando, ci sto ancora riflettendo.

Seconda morale della favola

Mi divertivo di più con IRC anche se era orrendamente testuale e non c’erano né foto né altri strumenti fichissimi di contorno.
Rivoglio i canali tematici dove il tema, volendo, lo decidevi tu creando il canale al momento, rivoglio il poter conversare in tempo reale con decine di persone di argomenti interessanti, rivoglio una piattaforma dove il centro di tutto sia uno strumento di conversazione e non una bacheca di ostentazione.

Via, fiato alle trombe: datemi pure del vecchio 😉

Voi, che ne pensate?

Pubblicato da

Riccardo Corna

Sistemista informatico certificato su tecnologie Microsoft ed Apple, geek atipico con una passione per le t-shirt stupide, stregato da tutto ciò che riguarda comunicazione e crescita personale, autore dei siti ITSpecialist.pro e AppleSpecialist.pro.